XML nella rappresentazione della conoscenza:
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  Resource Description Framework

Per rendere comprensibili le informazioni presenti in Rete anche alle macchine, il W3C ha pensato di usare i metadati per descrivere i documenti contenuti nel Web. I metadati sono “dati per descrivere dati”; ad esempio, il catalogo di una biblioteca è un metadato in quanto descrive le pubblicazioni contenute nella biblioteca stessa.

Resource Description Framework (RDF), raccomandazione del W3C, è un’applicazione di XML, una base per il trattamento dei metadati e fornisce interoperabilità tra le applicazioni che scambiano informazioni comprensibili alle macchine sul Web.

RDF può essere utilizzato in diverse aree di applicazione: nella ricerca di risorse, per migliorare le capacità dei motori di ricerca; nella catalogazione, per descrivere il contenuto e le relazioni tra le risorse disponibili in un particolare sito Web, in una pagina o in una biblioteca digitale; può essere usato da agenti software intelligenti, per facilitare la condivisione e lo scambio di conoscenza; nella valutazione di contenuto; per descrivere i diritti di proprietà intellettuale di pagine Web e per esprimere le preferenze sulla riservatezza da parte di un utente; RDF, associato alla firma digitale può contribuire alla costruzione di un "Web affidabile" per il commercio elettronico, per la collaborazione e per altre applicazioni.

Una delle finalità di RDF è quella di permettere la definizione di semantiche per dati in formato XML secondo modalità standardizzate che mirano all'interoperabilità.

Il modello di base dei dati RDF è costituito da tre tipi di oggetti:
Risorse: sono tutti gli oggetti descritti con espressioni RDF: pagine Web, singoli elementi di pagine, oppure
   intere collezioni di pagine; una risorsa può anche essere un oggetto non direttamente accessibile via Web
   come ad esempio un libro stampato.
Proprietà: consiste in un aspetto specifico, una caratteristica, un attributo, o una relazione usata per descrivere
   una risorsa; ogni proprietà ha un significato specifico: definisce i valori ammessi, i tipi di risorse a cui può riferirsi
   e la sua relazione con altre proprietà.
Asserzioni: una risorsa, una proprietà definita e il valore relativo alla proprietà stessa, costituiscono
   un’asserzione RDF; queste tre parti dell’asserzione sono dette, rispettivamente, il soggetto, il predicato
   e l'oggetto.

Di seguito viene riportata un’applicazione di RDF direttamente tratta dalla raccomandazione del W3C in cui si specificano il modello e la sintassi di RDF.

Si consideri la seguente frase:

Ora Lassila è il creatore della risorsa
http://www.w3.org/home/lassila

questa frase è composta da tre parti:

Soggetto (risorsa) http://www.w3.org/home/lassila
Predicato (proprietà) creatore
Oggetto (letterale) “Ora Lassila”

È possibile rappresentare graficamente un’asserzione RDF mediante grafi orientati ed etichettati (noti anche come “diagrammi a nodi e archi”). In questi diagrammi i nodi, di forma ovale, rappresentano le risorse, gli archi rappresentano le proprietà, mentre i nodi che rappresentano stringhe (letterali) hanno forma rettangolare. La frase dell’esempio può essere quindi rappresentata graficamente nel seguente modo:

La direzione della freccia è significativa: l'arco parte sempre dal soggetto e punta all'oggetto dell’asserzione. Il semplice diagramma riportato può anche essere letto nel modo seguente:

« http://www.w3.org/Home/Lassila ha come creatore "Ora Lassila" »

più in generale “<soggetto> ha <predicato> <oggetto>”.

Si consideri ora la seguente frase in cui si aggiungono altre informazioni relative al creatore della risorsa:

L'individuo il cui nome è Ora Lassila,
e-mail lassila@w3.org,
è il creatore di
http://www.w3.org/Home/lassila

Lo scopo di questa frase è quello di rendere il valore della proprietà "Creatore" un'entità strutturata. In RDF tale entità è rappresentata come un'altra risorsa. La proposizione non dà un nome a questa risorsa; essa è anonima, quindi nel diagramma sottostante viene rappresentata come un ovale vuoto:

Questo diagramma potrebbe essere letto come:

« http://www.w3.org/Home/lassila ha come creatore qualcuno
e questo qualcuno ha come nome Ora lassila e come e-mail lassila@w3.org ».

All'entità strutturata dell'esempio precedente può anche essere assegnato un identificatore unico. La scelta dell'identificatore è fatta da chi progetta il database dell'applicazione. Si supponga di usare un id di un impiegato come identificatore univoco per una risorsa "persona". Gli URI utilizzati come chiave univoca per ciascun "impiegato" potrebbero essere qualcosa come http://www.w3.org/staffId/85740. E le proposizioni diventano:

L'individuo riferito da id dell'impiegato 85740
ha come nome Ora lassila
e come indirizzo e-mail lassila@w3.org.
La risorsa http://www.w3.org/Home/lassila
è stata creata da questo individuo.

Il modello RDF relativo a queste proposizioni è:

Si noti che questo diagramma è identico a quello precedente tranne per l’aggiunta dell'URI della risorsa che prima risultava essere anonima. Dal punto di vista di una seconda applicazione che interroghi questo modello, non c'è alcuna differenza tra asserzioni presenti in un'unica frase e asserzioni fatte in frasi separate.

Il modello dei dati RDF offre una struttura concettuale, astratta, per la definizione e l'uso di metadati. Per creare e scambiare questi metadati sarà necessaria anche una sintassi concreta. Questa specifica RDF usa la codifica XML come sintassi di interscambio. RDF richiede inoltre l'utilizzo di namespaces XML per associare ciascuna proprietà allo schema in cui è definita la proprietà.

Sono numerosi i sottolinguaggi o le grammatiche che utilizzano RDF e definiscono elementi XML specifici per la descrizione delle risorse; il più popolare è Dublin Core. RDF non definisce un elemento dal nome <creator> per indicare l’autore della risorsa, tuttavia <creator> è un elemento di Dublin Core; questo significa che i motori di ricerca che supportano Dublin Core avranno informazioni sufficienti per cercare gli elementi <creator> quando è necessario trovare l’autore di una particolare risorsa Web.

RDF può anche essere impiegato per descrivere altri tipi di risorse; gli esempi precedentemente presentati, hanno illustrato la possibilità di rappresentare anche graficamente un’asserzione RDF. La rappresentazione data è molto vicina alle mappe cognitive, quindi, RDF può essere considerato un ulteriore valido strumento per la rappresentazione della conoscenza nella descrizione della struttura delle mappe.

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