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Il
World Wide Web fu
inventato nel 1989 da
Tim Berners-Lee presso il
CERN di Ginevra. Il
progetto consisteva nel creare un ambiente di comunicazione
universale, decentralizzato, basato sull’ipertesto (sistema di
scrittura che consente di collegare tra di loro diversi
documenti come se si trattasse di una tela, una trama di
tessuto nella quale tutti gli elementi sono collegati tra di
loro).
Internet, creata negli Stati Uniti nel 1969, era già
una realtà, ma aveva un aspetto profondamente diverso da
quello attuale: niente immagini, niente navigazione
ipertestuale, nessuna informazione a portata di click (anche i
mouse non avevano ancora fatto la loro comparsa sulle
scrivanie). In quegli anni la rete era riservata a ricercatori
e informatici e serviva esclusivamente ad inviare e ricevere
posta elettronica e a recuperare file su computer remoti;
grazie all’intuizione di Tim Berners-Lee, le cose erano
destinate a cambiare e al CERN di Ginevra si stava scrivendo
una pagina fondamentale della storia della rete delle reti e
dell’informatica.
Nel marzo del 1991, tramite un software scritto dallo
stesso Berners-Lee, i ricercatori del
CERN poterono accedere
alla prima pagina Web della storia: l’elenco telefonico
del centro di ricerca. Nel mese di agosto,
il progetto “World Wide Web”
diventava pubblico e veniva messo a disposizione su Internet
attraverso alcuni gruppi di discussione.
Della nuova tecnologia non veniva richiesto nessun
brevetto: chiunque poteva utilizzarla senza pagare alcun
diritto al CERN o al suo inventore; fu la fortuna di Internet,
che diventò il sistema più aperto, più facilmente
implementabile nella storia dell’informatica e che ha
consentito la sua rapida diffusione, diventando ciò che i suoi
inventori desideravano: una vera ragnatela mondiale.
Probabilmente,
se Berners-Lee avesse brevettato la tecnologia del Web, la
diffusione universale del WWW non si sarebbe mai verificata;
“perché esista qualcosa come il Web è
necessario che tutto il sistema si basi su standard aperti,
pubblici”.
(da
un’intervista a Tim Berners-Lee sul motivo per cui egli non ha
brevettato la tecnologia del Web).
La diffusione di Internet consente di condividere e
ricercare informazioni su qualunque tipo di argomento;
tuttavia, ricercare e recuperare dati in rete non è sempre
facile ed immediato: spesso, quando si interrogano i motori di
ricerca, si ottengono migliaia e migliaia di pagine Web e,
spesso, tra il materiale trovato non compare l’argomento
desiderato.
La maggior parte dei siti Internet attuali sono
realizzati in
HTML
(HyperText
Markup Language); alcuni sono interamente costruiti
attraverso
Macromedia Flash; qualche pagina utilizza
invece
XML (eXtensible Markup
Language), oppure altri formati come
ASP,
PHP,
ecc.
Le informazioni contenute nel
Web, in qualsiasi formato siano descritte, sono
leggibili dalle macchine, ma solo l’uomo è in grado di
comprenderne realmente il significato; inoltre, le enormi
quantità di pagine presenti in Rete rendono impossibile la
catalogazione delle informazioni in esse contenute.
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